Vila do Bispo – Sagres

Descripción previa de la etapa (rotavicentina.com)
Información sobre la etapa realizada
Vídeo de la etapa

La última salchicha antes de América / L’ultima salsiccia prima dell’America

[ESPAÑOL]

La etapa de hoy ha comenzado con un gran desayuno. Hemos aprovechado muy bien nuestra gran cocina y, con lo que compramos ayer en el supermercado, hemos preparado un buen banquete para recargar el carburante.

Desayuno de hoy / Colazione d’oggi

La primera parte del camino, que ha transcurrido, como en algunos días anteriores, entre modestas casas de campo, huertos y explotaciones ganaderas, ha supuesto un paseo tranquilo hasta que una lluvia menuda ha hecho su aparición durante unos cinco o seis minutos. Esa ha sido la primera novedad del día hasta que hemos divisado el mar tras unos cuarenta minutos de caminata.

Vila do Bispo

Después todo ha sido aproximarse a Cabo São Vicente, cuyo pequeño faro pintado de rojo se puede ver con claridad unos 8 km antes de llegar a él. Más adelante, cuando el perfil de la costa se abre sin pudor ante el caminante, este termina de entregarse del todo a la empresa de alcanzar la última esquina de la península Ibérica, la última punta suroccidental de la Europa continental.

Quizá se engañe, pensando que el valor de su hazaña se aproxima al de los navegantes que hace siglos lo dejaban todo para explorar continentes para ellos desconocidos. No hay nada que pueda justificar tal comparación, pero en ese afán de llegar a la punta del mapa que da nombre a la ruta Vicentina, hay sin duda un resto de emulación imaginaria.

A quien madruga, Dios le ayuda / Il mattino ha l’oro in bocca

El piso a veces se transforma, se hace más arenoso, más duro, aparecen grandes piedras que convierten algunos metros en pequeños suplicios, pero llegados a este punto, se piensa solo en aproximarse al horizonte extremo, cuya función auténtica no es permitir la llegada, sino favorecer el movimiento, el progreso en pos de un objetivo. Esa es la verdadera meta cuando se da el primer paso.

Centinelas del camino / Sentinelle del camino

A veces llegar al punto deseado supone, asimismo, afrontar la realidad de una imagen idealizada. El lugar, siendo digno de ver, no puede competir con decenas de ellos que hemos admirado en los últimos días. Además, está más sometido a las leyes del turismo: puestos de suvenires, food trucks para todos los gustos, una pequeña multitud que camina por los acantilados… Sería muy exagerado hablar de sobreturismo o masificación, pero el lugar pierde el encanto salvaje que se conserva bien en la ruta. Hasta un puesto de salchichas alemanas aprovecha la situación geográfica del lugar para promocionarse con cierta gracia. Y es que, vayas donde vayas, por muy intrépido que seas, siempre habrá llegado un alemán antes que tú y estará preparado para prestarte algún servicio por un módico precio.

El final de todos los caminos / La fine di tutte le strade

Desde el faro de São Vicente, llegar a Sagres es sencillo: basta con seguir la carretera unos 6 km. El recorrido del sendero se sale a veces de ella y se aproxima a los acantilados, pero en vista de que durante la última hora no ha dejado de llover, ha sido más práctico no entretenerse y darle a los pies para poder instalarse y secarse cuanto antes.

La meta vicentina

Al lado de la casa que nos acoge, hay unos vecinos particulares. Ladran más de la cuenta y hacen presagiar una noche movidita, pero desbordan simpatía cada vez que entras o sales. Un cartel avisa de que su afabilidad no es gratuita: “Prohibido alimentar a los animales”. Se ve que también ellos quieren probar la última salchicha antes de América.

Hacia el cabo San Vicente / Verso Capo San Vincenzo

[ITALIANO]

La tappa di oggi è cominciata con una gran colazione. Abbiamo sfruttato al meglio la nostra grande cucina e, con quello che avevamo comprato ieri al supermercato, abbiamo preparato un bel banchetto per fare il pieno di carburante.

La prima parte del cammino, che si è snodata, come già in alcuni dei giorni precedenti, tra modeste case di campagna, orti e allevamenti, è stata una passeggiata tranquilla, finché una pioggerellina sottile non ha fatto la sua comparsa per cinque o sei minuti. È stata questa la prima novità della giornata, almeno fino a quando, dopo una quarantina di minuti di cammino, abbiamo scorto il mare.

Cabo San Vicente

Da quel momento in poi, tutto è stato un progressivo avvicinarsi a Cabo São Vicente, il cui piccolo faro dipinto di rosso si distingue chiaramente già a circa otto chilometri di distanza. Più avanti, quando il profilo della costa si spalanca senza pudore davanti al viandante, questi finisce per abbandonarsi completamente all’impresa di raggiungere l’ultimo angolo della penisola Iberica, l’estrema punta sud-occidentale dell’Europa continentale.

Faro del Cabo San Vicente

Forse si illude, pensando che il valore della sua impresa possa in qualche modo avvicinarsi a quello dei navigatori che, secoli fa, lasciavano ogni cosa per esplorare continenti a loro sconosciuti. Nulla potrebbe giustificare un simile paragone, eppure, in quell’ansia di raggiungere la punta della carta geografica che dà il nome alla Rota Vicentina, sopravvive senza dubbio un residuo di emulazione immaginaria.

A tratti il terreno cambia, si fa più sabbioso, più duro; compaiono grandi pietre che trasformano alcuni metri in piccoli supplizi. Ma, arrivati a questo punto, si pensa soltanto ad avvicinarsi all’orizzonte estremo, la cui vera funzione non è permettere di raggiungerlo, bensì favorire il movimento, il procedere verso un obiettivo. È quella la vera meta, fin dal momento in cui si muove il primo passo.

A caballo / A cavallino

A volte raggiungere il luogo desiderato significa anche fare i conti con la realtà di un’immagine idealizzata. Il posto, pur meritando di essere visto, non può competere con le decine di luoghi che abbiamo ammirato negli ultimi giorni. Inoltre, è maggiormente soggetto alle leggi del turismo: bancarelle di souvenir, food trucks per tutti i gusti, una piccola folla che passeggia sulle scogliere… Sarebbe decisamente esagerato parlare di sovraffollamento turistico o di turismo di massa, ma il luogo perde quel fascino selvaggio che lungo il percorso si conserva così bene. Persino un chiosco di salsicce tedesche sfrutta con una certa arguzia la posizione geografica del posto per farsi pubblicità. Del resto, ovunque tu vada, per quanto intrepido tu possa essere, ci sarà sempre un tedesco arrivato prima di te, pronto a offrirti qualche servizio a un prezzo modico.

La última salchicha antes de América / L’ultima salsiccia prima dell’America

Dal faro di São Vicente arrivare a Sagres è semplice: basta seguire la strada per circa sei chilometri. Il sentiero ogni tanto se ne allontana e si avvicina alle scogliere, ma visto che nell’ultima ora non ha smesso di piovere, è stato più pratico non perdere tempo e darci dentro con le gambe, così da poterci sistemare e asciugare il prima possibile.

Forte Beliche

Accanto alla casa che ci ospita ci sono dei vicini piuttosto particolari. Abbaiano più del dovuto e fanno presagire una notte movimentata, ma traboccano di simpatia ogni volta che si entra o si esce. Un cartello avverte che la loro affabilità non è gratuita: «Vietato dare da mangiare agli animali». A quanto pare, anche loro vogliono assaggiare l’ultima salsiccia prima dell’America.

Vecinos interesados / Vicini interessati

La jornada vista con otros ojos / La giornata vista con altri occhi

Alberi sulla strada (di Andrea Zuppa)
Il faro della fine del mondo (di Andrea Zuppa)

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