Carrapateira – Vila do Bispo

Descripción previa de la etapa (rotavicentina.com)
Información sobre la etapa realizada.
Vídeo de la etapa

Capuchinho Vermelho

[ESPAÑOL]

Aparentemente, hoy había poca leña que cortar, pero al final nos encontramos con más miga de la que esperábamos. Lo que nos hacía presagiar un paseíto casi sin importancia era la distancia prevista de unos 15 km, que se ha confirmado con bastante exactitud al final de la etapa. Sin embargo, no contábamos con el perfil escarpado y los varios cambios de cota, que han convertido el paseíto en una prueba de obstáculos.

Perfil de la etapa. En Callegari, L. Y Gallo, U. La Rota Vicentina. Terre di mezzo editore.

Hemos salido del albergue de Carrapateira algo más tarde de lo habitual, precisamente por esa previsión optimista con la que partíamos. Tampoco nos hemos preocupado esta vez de organizar un desayuno como Dios manda. Sabíamos que iba a ser difícil encontrar una cafetería abierta, pero tampoco teníamos muchas provisiones disponibles. Una infusión, algo de fruta y una galleta solitaria componían nuestro mísero festín. También habíamos confiado en un punto de restauración que aparecía en la guía a los pocos kilómetros, justo en la Praia do Portinho do Forno, pero cuando llegamos descubrimos que era un restaurante que no abre hasta las 12:30. Nuestro gozo en un pozo.

Casas del sendero / Case sul sentiero

Hasta ese momento el sendero ha discurrido por campos amables que no han exigido grandes esfuerzos ni han dado grandes alegrías. Ya frente al océano, en la Punta do Castelo, encontramos los restos de un poblado árabe de pescadores de los siglos XI y XII, flanqueado por la mencionada Praia do Portinho do Forno al norte y la Praia do Amado al sur. Son la dos primeras perlas de hoy, a las que nuestros ojos están empezando a acostumbrarse. Esperemos que, después de esta experiencia, nuestro cerebro conserve la capacidad de sorprenderse con lo hermoso. Sería una gran pérdida para nuestra calidad de vida si dejáramos de estremecernos con lo bello. En fin, problemas del primer mundo.

A partir de ese punto, seguimos por varios kilómetros, el perfil de la costa y descendemos a veces a la cota de las propias playas, pero enseguida tenemos que ascender de nuevo, lo que supone un esfuerzo considerable. Bajar a la Praia do Murração y escalar otra vez como cabras montesas para recuperar más de cien metros de altura de inmediato, ha sido especialmente cansado. Cierto que uno se para no solo para recuperar aliento, sino también para admirar el paisaje, lo que convierte la respiración entrecortada en una consecuencia mixta del éxtasis y el desfallecimiento. Cuando ya estamos arriba, sin apenas tiempo para recuperarnos, se nos viene encima la imagen de la Praia da Furada, que en un primer momento parece el cráter de un volcán, donde misteriosamente rompieran las olas del océano.

Praia do Portinho do Forno
Ponta do Castelo. Restos arqueológicos s. XI-XII

Esa será la última imagen que tengamos hoy del mar, pues nos adentramos enseguida tierra adentro durante unos dos kilómetros y medio. Entonces llegamos a un cruce de caminos, donde nuestra guía nos propone un plan. Como el lobo de Caperucita Roja, tenemos dos opciones: un sendero más corto, pero mucho más monótono, que nos llevaría directos a Vila do Bispo, y otro más largo, que alargaría nuestra etapa unos 10 km, pero que nos mostraría la belleza de otras playas, seguramente espectaculares.

Praia do Amado
Praia do Amado (2)

En ese momento nos hemos acordado de que nuestra cesta no estaba llena de provisiones como la de Caperucita. Así que hemos optado por la prudencia y, sin que sirva de precedente, hemos elegido el camino más corto. Quién sabe si como premio por la decisión inteligente, el cielo se ha nublado y se ha levantado un viento refrescante que nos ha hecho el último tramo más llevadero. Para colmo de los buenos, el establecimiento en el que nos hospedamos se ha equivocado con nosotros y en lugar de una habitación doble con baño, nos ha instalado en un apartamento de 80 m² con encanto de caserón reestructurado y de casa rural coqueta para pasar unas largas vacaciones. Una vez aclarado, el malentendido, se han disculpado por el error. Nosotros, con nuestra magnánima piedad, hemos aceptado sus disculpas.

Praia do Murração
Praia do Murração (2)
Praia do Murração (3)

[ITALIANO]

A quanto pare, oggi c’era poca legna da tagliare, ma alla fine ci siamo trovati davanti a qualcosa di ben più sostanzioso di quanto ci aspettassimo. A farci pregustare una passeggiatina quasi insignificante era la distanza prevista, una quindicina di chilometri, che al termine della tappa si è confermata con notevole precisione. Non avevamo però fatto i conti con il profilo accidentato e i continui saliscendi, che hanno trasformato la passeggiatina in una corsa a ostacoli.

Siamo partiti dall’ostello di Carrapateira un po’ più tardi del solito, proprio per via di quell’ottimistica previsione con cui ci eravamo messi in cammino. Questa volta non ci siamo nemmeno preoccupati di organizzare una colazione come Dio comanda. Sapevamo che sarebbe stato difficile trovare un bar aperto, ma non avevamo neppure grandi provviste a disposizione. Una tisana, un po’ di frutta e un biscotto solitario componevano il nostro misero banchetto. Avevamo anche riposto le nostre speranze in un punto di ristoro indicato dalla guida a pochi chilometri di distanza, proprio alla Praia do Portinho do Forno, ma una volta arrivati abbiamo scoperto che si trattava di un ristorante che non apre prima delle 12:30. Una vera delusione…

Praia da Furada
Praia da Furada (2)

Fino a quel momento il sentiero si era snodato attraverso campagne gentili, senza richiedere grandi sforzi né regalarci grandi emozioni. Giunti ormai di fronte all’oceano, a Ponta do Castelo, troviamo i resti di un villaggio arabo di pescatori risalente ai secoli XI e XII, affiancato dalla già citata Praia do Portinho do Forno a nord e dalla Praia do Amado a sud. Sono le prime due perle della giornata, alle quali i nostri occhi stanno cominciando ad abituarsi. Speriamo che, dopo questa esperienza, il nostro cervello conservi ancora la capacità di stupirsi davanti alla bellezza. Sarebbe una grave perdita per la nostra qualità di vita se smettessimo di fremere di fronte a ciò che è bello. Insomma, problemi da primo mondo.

Da quel punto in poi seguiamo per diversi chilometri il profilo della costa e, di tanto in tanto, scendiamo fino al livello delle spiagge stesse, salvo dover risalire subito dopo, con uno sforzo non indifferente. Scendere alla Praia do Murração e poi arrampicarsi di nuovo come stambecchi per recuperare immediatamente più di cento metri di dislivello è stato particolarmente faticoso. Certo, ci si ferma non soltanto per riprendere fiato, ma anche per ammirare il paesaggio, e così il respiro affannoso finisce per essere il risultato congiunto dell’estasi e dello sfinimento. Una volta in cima, senza quasi avere il tempo di riprenderci, ci piomba addosso l’immagine della Praia da Furada, che a prima vista sembra il cratere di un vulcano nel quale, misteriosamente, andassero a infrangersi le onde dell’oceano.

Vila do Bispo
Vila do Bispo (2)

Sarà questa l’ultima immagine che avremo oggi del mare, perché poco dopo ci inoltriamo nell’entroterra per circa due chilometri e mezzo. Arriviamo quindi a un bivio, dove la nostra guida ci propone un piano. Come il lupo di Cappuccetto Rosso, abbiamo due possibilità: un sentiero più breve, ma molto più monotono, che ci porterebbe direttamente a Vila do Bispo, e un altro più lungo, che aggiungerebbe una decina di chilometri alla nostra tappa, ma ci permetterebbe di scoprire la bellezza di altre spiagge, sicuramente spettacolari.

Vila do Bispo (3)
Vila do Bispo (4)

A quel punto ci siamo ricordati che il nostro cestino, a differenza di quello di Cappuccetto Rosso, non era affatto colmo di provviste. Così abbiamo scelto la prudenza e, tanto per fare un’eccezione, abbiamo imboccato la strada più breve. Chissà se come premio per una decisione tanto assennata, il cielo si è coperto e si è alzato un vento rinfrescante che ha reso più sopportabile l’ultimo tratto. E, come se le buone notizie non bastassero, la struttura in cui alloggiamo ha commesso un errore a nostro favore e, invece di sistemarci in una camera doppia con bagno, ci ha assegnato un appartamento di 80 m², con il fascino di un’antica dimora ristrutturata e l’aria civettuola di una casa di campagna in cui verrebbe voglia di trascorrere una lunga vacanza. Una volta chiarito l’equivoco, si sono scusati per l’errore. Noi, nella nostra magnanima misericordia, abbiamo accettato le loro scuse.

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