Odeceixe – Aljezur

Descripción previa de la etapa (rotavicentina.com)
Detalles de la etapa realizada
Vídeo de la etapa

[ESPAÑOL]

Calma chicha / Calma piatta

Hoy ha sido una jornada novedosa. En primer lugar, porque cuando ayer atravesamos el río Seixe para llegar a Odeceixe, abandonamos el Alentejo y pisamos por primera vez el Algarve. Ha sido mucho menos oceánica que las anteriores y más terrestre. También ha sido difícil, aunque su dificultad se ha debido más a la distancia que a la calidad de los obstáculos que hemos tenido que superar.

Mural de Odeceixe

Para poder desayunar en un local que estuviera abierto a las 6:30 de la mañana, hemos tenido que alejarnos del centro urbano. Hemos caminado por calles empinadas, hasta llegar a la periferia elevada del pueblo, lo que nos ha permitido descubrir su perfil de casas blancas, que parecían encender sus fachadas a medida que salía el sol. El canto de los gallos acompañaba nuestros pasos enérgicos y convertían el primer momento del día en un despertar suave.

El esfuerzo inesperado ha merecido la pena. El dueño del bar, que al principio parecía taciturno (tal vez porque como nosotros estaba tratando de sacudirse la modorra), luego se ha descubierto dicharachero y nos ha contado sus viajes por Madrid, Toledo, Segovia y Salamanca, mientras dábamos cuenta de las ricas viandas que nos había preparado.

Molino de Odeceixe

Desde aquella zona alta del pueblo, nos hemos dirigido después hacia el mismo lugar donde desemboca el río Seixe y se forma la espléndida playa de Ocedeixe, que ayer descubrimos llegando por el lado norte. Verla tan de mañana ha sido más espectacular aún, pero nos hemos entretenido lo justo porque teníamos mucho camino por delante.

Desayuno en Ocedeixe

Luego hemos seguido caminando como siempre paralelos al mar, hasta que el sendero dibuja curvas que se introducen tierra adentro, vuelven de nuevo al litoral, y definitivamente se alejan de él al llegar a la playa de Monte Novo. Lo demás ha sido un largo itinerario por llanuras, pequeños, bosques de coníferas, extensiones agrícolas, explotaciones ganaderas, algún municipio con cierta actividad como Rogil (donde, por cierto, hemos descubierto un curiosísimo monumento al percebe) e incluso un camping poco antes de llegar a Aljezur. A veces ha sido aburrido. Sin duda, esta etapa carece de los momentos estelares o giros de guión inesperados que hemos vivido en otros tramos. Será, digo yo, para que no se nos suba el sendero a la cabeza.

Vista matutina de la playa de Odeceixe desde el sur.

Origami en la llanura / Origami in pianura

[ITALIANO]

Oggi è stata una giornata diversa dal solito. Innanzitutto perché ieri, attraversando il fiume Seixe per raggiungere Odeceixe, abbiamo lasciato l’Alentejo e messo piede per la prima volta in Algarve. È stata una tappa molto meno oceanica delle precedenti e più terrestre. È stata anche impegnativa, sebbene la sua difficoltà sia dipesa più dalla distanza che dalla natura degli ostacoli che abbiamo dovuto superare.

Llegando a Rogil

Per riuscire a fare colazione in un locale aperto alle 6:30 del mattino, abbiamo dovuto allontanarci dal centro abitato. Abbiamo percorso strade ripide fino a raggiungere la parte alta, alla periferia del paese, e da lì abbiamo potuto scoprirne il profilo di case bianche, le cui facciate sembravano accendersi a mano a mano che sorgeva il sole. Il canto dei galli accompagnava i nostri passi energici e trasformava quel primo momento della giornata in un dolce risveglio.

La fatica inattesa ne è valsa la pena. Il proprietario del bar, che sulle prime sembrava taciturno (forse perché, come noi, stava ancora cercando di scrollarsi di dosso il torpore del sonno) si è poi rivelato un gran chiacchierone e ci ha raccontato dei suoi viaggi a Madrid, Toledo, Segovia e Salamanca, mentre gustavamo le deliziose vivande che ci aveva preparato.

¿Y tú quién eres? / E tu chi sei?

Da quella zona alta del paese ci siamo poi diretti verso il punto in cui il fiume Seixe sfocia nell’oceano e forma la splendida spiaggia di Odeceixe, che ieri avevamo scoperto arrivando da nord. Vederla così di buon mattino è stato ancora più spettacolare, ma ci siamo trattenuti appena il necessario, perché avevamo ancora molta strada davanti a noi.

Casas de Rogil / Casas de Rogil

Abbiamo quindi continuato a camminare, come sempre, parallelamente al mare, finché il sentiero ha cominciato a disegnare curve che si inoltravano nell’entroterra, tornavano nuovamente verso la costa e infine se ne allontanavano definitivamente all’altezza della spiaggia di Monte Novo. Il resto è stato un lungo itinerario attraverso pianure, piccoli boschi di conifere, distese coltivate, allevamenti, qualche centro abitato con una certa vitalità, come Rogil (dove, tra l’altro, abbiamo scoperto un curiosissimo monumento al perceves), e persino un campeggio poco prima di raggiungere Aljezur. A tratti è stato noioso. Senza dubbio, questa tappa è priva di quei momenti memorabili o di quei colpi di scena inattesi che abbiamo vissuto in altri tratti del cammino. Sarà, mi dico, perché il sentiero non ci dia troppo alla testa.

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