

Playas de arena y arenas sin playa / Spiagge di sabbia e sabbie senza spiaggia
[ESPAÑOL]

Este bautismo de fuego vicentino empezó con un mar de incertezas. Cada una de las fuentes que consultábamos nos daba esperanzas diferentes. Por ejemplo, el desnivel que tendríamos que afrontar, según nuestra guía en papel, era de unos 180 metros en salida y otros tantos en bajada. Sin embargo, guía online de la Ruta Vicentina nos daba menos de 75, mientras que al final el dispositivo que llevamos en la muñeca nos ha marcado 407. En parte la diferencia proviene del método de cálculo, pero tanta variedad nos pone de los nervios.

Otra cuestión que nos preocupaba era el grado de dificultad. ¿Sería ese moderado de la guía oficial igual de moderado para nosotros? Parece ser que sí, por lo que habremos de preocuparnos cuando anuncie que es difícil. Por último, la duración sabíamos que no la íbamos a respetar. Somos lentos y lentos moriremos. Pero nos entretenemos en cosas importantes, como hacer fotos, comentar un paisaje o maldecir el día en que decidimos llenar tanto la mochila.
El principio de hoy, hasta la Praia dos Pessegueiros, ha sido un precalentamiento amable. Después dejamos el sendero para seguir el consejo de Nicolau, el gestor del albergue de Porto Covo, que nos sugirió que lo hiciéramos por la playa. Se tarda menos y se disfruta más. Así que nos hemos salido del camino varias veces, lo hemos recuperado de milagro y al final llegamos al destino, atravesando otras playas enormes, desiertas y espectaculares, como la Praia dos Aivados y, a medida que avanzaba la mañana, otras más frecuentadas como la Praia do Malhão.

A partir de esta hemos subido bastantes metros para retomar el sendero y nos hemos adentrado así en una última hora y media larga de arena seca, que requería pasos cortos y una paciencia budista. Y desde allí se nos aparecían como espejismos en el desierto verdaderos paraísos naturales. Playas enclavadas en calas profundas e inaccesibles con agua turquesa y oleaje tentador. Algo así como una tierra prometida e intocable, a más de cincuenta metros de caída libre entre acantilados que las convertían en un amor imposible.


Pero nunca hay que tirar la toalla. El sendero arenoso se terminó y el punto de llegada se convirtió en una meta más para la lista de los logros imposibles. Ya veremos que nos espera mañana, cuando se prevé menos duración, pero mucha más tela que cortar.
[ITALIANO]

Questo battesimo del fuoco vicentino è cominciato in un mare d’incertezze. Ognuna delle fonti che consultavamo sembrava prospettarci un destino diverso. Per esempio, secondo la nostra guida cartacea, il dislivello che ci attendeva era di circa 180 metri in salita e altrettanti in discesa. La guida online della Rota Vicentina, invece, ne prometteva meno di 75, mentre alla fine il dispositivo che portavamo al polso ne ha contati ben 407. In parte, certo, la differenza dipende dal metodo di calcolo, ma una simile danza di cifre basta a mandarci ai matti.

Un’altra questione che ci preoccupava era il grado di difficoltà. Quel «moderato» della guida ufficiale sarebbe stato altrettanto moderato anche per noi? A quanto pare sì, perciò sarà il caso di preoccuparsi quando annuncerà che il percorso è difficile. Quanto alla durata, sapevamo già che non l’avremmo rispettata. Siamo lenti e lenti moriremo. Ma perdiamo tempo in cose importanti, come scattare fotografie, commentare un paesaggio o maledire il giorno in cui abbiamo deciso di riempire così tanto lo zaino.
L’inizio di oggi, fino alla Praia dos Pessegueiros, è stato un piacevole riscaldamento. Poi abbiamo abbandonato il sentiero per seguire il consiglio di Nicolau, il gestore dell’ostello di Porto Covo, che ci aveva suggerito di proseguire lungo la spiaggia. Ci si mette meno e ci si gode di più il cammino. Così siamo usciti dal percorso diverse volte, lo abbiamo ritrovato quasi per miracolo e alla fine siamo arrivati a destinazione, attraversando altre spiagge immense, deserte e spettacolari, come la Praia dos Aivados e, man mano che la mattinata avanzava, altre più frequentate, come la Praia do Malhão.

Da qui abbiamo guadagnato parecchi metri di quota per ritrovare il sentiero, addentrandoci così in un’ultima, interminabile ora e mezza di sabbia asciutta, che imponeva passi corti e una pazienza buddhista. E da lassù, come miraggi nel deserto, ci apparivano autentici paradisi naturali: spiagge incastonate in calette profonde e inaccessibili, dalle acque turchesi e con onde che invitavano a tuffarsi. Una sorta di terra promessa e intoccabile, oltre cinquanta metri più in basso, a picco tra scogliere che le trasformavano in un amore impossibile.


Ma non bisogna mai gettare la spugna. Il sentiero sabbioso è finalmente finito e il punto d’arrivo si è trasformato in un altro traguardo da aggiungere alla lista delle imprese impossibili. Vedremo cosa ci riserverà domani: sulla carta ci aspetta una giornata più breve, ma con molta più carne al fuoco.


Esto está chupao!!!!
Te sigo queriendo 😘
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Ma voi siete forti!
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Paesaggi magnifici!
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