Textos escritos para el catálogo de la exposición «Variazioni sulla sfera», cerámica raku de Andrea Zuppa.

Prefazione
Qualche anno fa Andrea Zuppa ha iniziato la sua particolare ricerca sulla sfera, concepita simbolicamente come traguardo ideale, come aspirazione irraggiungibile e cui cerca di avvicinarsi ogni esperimento creativo. Consapevole dell’impossibilità di conquistare un orizzonte sempre lontano, l’artista costruisce un percorso costellato di tentativi apparentemente fallimentari che diventano, invece, un patrimonio pregiato e rispecchiano la sua vera identità.
La forma esprime uno stato d’animo e l’azione sulla materia dà voce ai diversi tratti della personalità, mentre i colori si trasformano e le superfici si contraggono o si espandono a piacere per modellare uno spazio interno, che in ogni corpo è unico e non è mai vuoto. Come l’anima umana, nasconde messaggi inaspettati che possono sorprendere o far risvegliare certi ricordi.
Il risultato invita alla contemplazione. A guardare in silenzio mentre si ascolta il proprio respiro e attenti alle domande che potrebbero arrivare.
La lettura poetica di Francisco del Moral guida nella scoperta del pensiero estetico, interpreta e completa un messaggio di risonanze orientali: raku-haiku.
La sfera (da VERSo [e] uTOPIA, 2022)
Ho sognato la sfera: la ricordo
appesa come il sole su un altare.
In ginocchio restavo sbalordito
davanti alla bellezza,
che è sempre inspiegabile.
Da quando sono sveglio di nuovo
sento pulsare calda tra le dita
la sua forma compiuta
e nel cervello
il suo colore intenso, oscuro e cristallino:
un miraggio possibile.
E disarmato cerco inutilmente
di ridarle la vita con le mani,
impastando la terra
così come il buon Dio creò Adamo.
Ma accompagna ogni sforzo
una nuova e profonda frustrazione.
Nel frattempo, riprovo
spinto dalla vecchia testardaggine
(dalla madre più certa del successo)
e produce il mio genio
un elenco infinito di palazzi
che crollano sporcando il pavimento
come gocce costanti di sudore,
come impronte sabbiose sulla strada,
come il sangue versato dal guerriero più saggio
(lui sa che la vittoria
non è altro che un resto di entusiasmo nascosto
dietro l’ennesima sconfitta).
E continuo ad insistere
perché l’inerzia guida le mie gambe.
Quando meno aspettavo
fu la luce e mi disse:
“è finito il cammino e il miraggio impossibile”.
Guardo indietro
e scopro quel che sono:
le gocce concentrate di sudore,
le impronte sparse a caso sulla sabbia
e la traccia di sangue del guerriero.
Vittoria
Siamo vittorie
ricucite dal tempo.
Piene di ceneri.

Semplicità
Grande bellezza
quella in cui si rispecchiano
pensieri semplici

Curiosità
Non ti fermare
sulla soglia dell'anima.
Guardaci dentro.

Volontà
Lascia dei graffi
la voglia di raggiungere
l'ultima spiaggia.

Sfida
C'è sempre un rischio
o una notte in agguato.
Ma siamo il sole.

Paternità
Mano possente,
voce che caccia via
tutti i timori.

Maternità
Tiepida terra,
abbraccio che ti culla.
Porto sicuro.

Discendenza
Nuovi ma vecchi,
simili ma diversi.
Del tutto liberi.

Eredità
Fredde le mani,
le labbra secche e dure.
Sasso di neve.

Trinità
Tre sono i tempi,
tre le facce dell'essere:
sei le speranze.

Infanzia
Palone sgonfio,
teste di plastilina.
Lievito madre.

Marina
L'estate arriva
e un po' bruciano gli occhi.
Esulta il cuore.

Giovinezza
Fiume che scorre,
foresta che si sveglia.
Calda euforia.

Perplessità
Ciclica pena:
in pugno alla certezza
resiste il dubbio.

Tentazione
Tocar con mano,
accarezzare un corpo.
Lasciarsi andare.

Condanna
Frutto proibito,
peccato originale.
Dolce amarezza.

Nobiltà
Corto il futuro,
il passo ballerino.
Lo sguardo lucido.

Combustione
Prima la fiamma,
la luce che si spegne.
Resta il bruciore.

Ferita
Lacera e duole,
ti trasforma e maltratta.
Poi ti abbellisce.

Tristezza
Cupo pensiero
si espande come l'olio.
Crepa sul muro.

Contraddizione
Niente da fare:
da una parte c'è il dire.
Nel mezzo il mare.

Verità
Ecco il bagaglio
per l'ultima partenza
senza ritorno.

