[ESPAÑOL]
Una de las experiencias que todo viajero debe realizar es utilizar el transporte público de la ciudad que visita. Iba a decir coger, pero en vista del país en el que me encuentro, sería mejor no dar pie a equívocos ni a bromas con doble sentido. Ya estábamos la mar de orgullosos con el primer trayecto en colectivo (autobús urbano), experiencia que hemos repetido varias veces durante nuestra estancia en Capital Federal. Esa sensación de triunfo aumentó con la inclusión del subte, es decir, el metro. Pero recorrer en ómnibus los trescientos kilómetros que separan Buenos Aires de Rosario ha sido la guinda del pastel.
El itinerario empezó en la terminal de ómnibus de Retiro, desde donde parten todo el día cientos de autocares hacia todos los rincones del país. Justo al lado de las plataformas se alzan las casas de la Villa 31, una de las “villas miseria” de la ciudad, grandes extensiones de viviendas humildes donde se hacinan miles de personas en precarias condiciones y sin muchos de los servicios básicos. Sin embargo, desde fuera ofrecen una vista casi bucólica, debida a los vivos colores de sus fachadas. Me imagino que algo así debe de haber sido en su momento la zona de Caminito, en el barrio de La Boca, que ahora se ha convertido en un reclamo turístico.

Los billetes los habíamos comprado por internet desde Europa y ofrecen elegir entre “cama” o “semicama”. El conductor te pide un documento de identidad cuando presentas el billete (que es nominativo) y al entregar el equipaje a la persona encargada del maletero (diferente en cada estación), te entrega un resguardo necesario para recuperarlo a la llegada. Todo muy bien organizado, conexión wifi incluida.

Por desgracia, el tiempo no acompañaba y los cristales empañados no nos permitieron disfrutar del paisaje. Menos mal que el recibimiento de los amigos que nos estaban esperando (tanto líquido como sólido, además de afectuoso) compensaron la falta de panorámica.

[ITALIANO]
Una delle esperienze che ogni viaggiatore dovrebbe fare è usare i mezzi pubblici della città che visita. Stavo per dire “coger el transporte público”, ma visto il paese in cui mi trovo, sarebbe meglio non dare luogo a equivoci o battute con un doppio senso [il termine “coger” (‘prendere’, che in Spagna si usa tranquillamente), in Argentina ha un senso osceno da evitare]. Eravamo già orgogliosi del primo viaggio in colectivo (autobus urbano), un’esperienza che abbiamo ripetuto più volte durante il nostro soggiorno nella capitale federale. Quella sensazione di trionfo è aumentata con l’inclusione della subte, ovvero della metropolitana. Ma percorrere in ómnibus (corriera) i trecento chilometri che separano Buenos Aires da Rosario è stata la ciliegina sulla torta.
L’itinerario è iniziato alla stazione di Retiro, da dove centinaia di pullman partono tutto il giorno per tutti gli angoli del paese. Proprio accanto alla stazione si vedono le case della Villa 31, una delle “villas miseria” della città, grandi distese di case umili dove migliaia di persone si affollano in condizioni precarie e senza molti dei servizi fondamentali. Dall’esterno, tuttavia, offrono una vista quasi bucolica, dovuta ai colori vivaci delle loro facciate. Immagino che qualcosa di simile sarà stato all’epoca la zona di Caminito, nel quartiere di La Boca, che ora è diventata un’attrazione turistica.

Avevamo acquistato i biglietti online dall’Europa. C’era la possibilità di scegliere tra “letto” o “semiletto”. L’autista ti chiede un documento d’identità quando presenti il biglietto (che è nominativo) e quando consegni il bagaglio alla persona responsabile del bagagliaio (diversa in ogni stazione), ti consegna una ricevuta da restituire all’arrivo per ricuperare il bagaglio. Tutto molto ben organizzato, connessione wifi inclusa.
Sfortunatamente, il tempo non accompagnava e i vetri appannati non ci permettevano di goderci il paesaggio. Per fortuna l’accoglienza degli amici che ci stavano aspettando (sia liquida che solida, oltre che affettuosa) ha compensato la mancanza di panorama.


Compensando ….
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